Classe ’61, sposata e con una figlia di 25 anni Anita Menegozzo scrive già da molto giovane, ma smette all’età di sedici anni. Ricomincia a cinquanta dopo la diagnosi di Parkinson e qualche delusione in campo politico che la reindirizzano sulla via poetica, prima con testi civili e poi filosofici che lasciano poche concessioni al sentimento. La poesia ritmata e i versi con un forte senso musicale della parola fanno sì che spesso le si proponga di musicare i suoi versi, proposta che tuttavia accetta raramente… La poetessa conduce inoltre una solitaria battaglia contro i luoghi comuni e le scalette che appesantiscono spazi e tempi dedicati all’arte. Gli eventi che organizza cambiano programma e testi a seconda della sensibilità dei presenti, e si arricchiscono di contributi esterni, anche di sconosciuti di passaggio, andando a creare da un canovaccio minimalista una regia che si dipana in progress. Sceglie di lasciare all’arte la decisione di accadere o meno.
Riusciamo a pubblicare mediamente una dozzina di nuovi libri all’anno, insieme ad autori con cui abbiamo un rapporto consolidato ed altri che conosciamo grazie al passaparola. Il numero di pubblicazioni annuali raggiunto è adeguato per poter aver cura dei libri. Il nostro obiettivo non è stamparli, ma, insieme all’autore, valorizzarli.